Mag. 7 – Nov. 22, 2026

 

Orari di apertura:

Da mercoledì a lunedì

dalle 10:00 alle 18:00

Chiuso il martedì

 

Ingresso gratuito

Matriclysm: An Archeology of Connections Lost

L’artista visiva e cantautrice pluripremiata Jewel porta a Venezia la sua pratica artistica multidisciplinare con una mostra immersiva che comprende dipinti, sculture, installazioni, arazzi e opere sonore realizzate appositamente per questo progetto.

 

Curata da Joe Thompson e presentata in collaborazione con il Crystal Bridges Museum of American Art @crystalbridgesmuseum, la mostra esplora i temi della maternità, del potere femminile e delle conseguenze della sua perdita.

 

La mostra presenterà dipinti, sculture, arazzi, installazioni e opere sonore inediti che Jewel ha creato appositamente per questa occasione, la più grande presentazione di questa artista poliedrica mai realizzata fino ad oggi.

 

“A prima vista, questa mostra è incentrata su questioni di femminilità, potere e coscienza ecologica, ma in fondo riguarda la memoria, sia profondamente personale che allarmante a livello globale”, commenta Jewel. “Se si tratta di una sorta di monito, la mia speranza è che la mostra ci ricordi cosa si prova a essere in più stretta armonia, invitandoci a scoprire modi per ricollegarci a noi stessi, agli altri e al mondo che ci circonda.”

 

I visitatori incontrano costellazioni luminose in vetro, dipinti surreali, tessuti ispirati ai miti e paesaggi sonori immersivi composti dall’artista. Opere basate sui dati come “Heart of the Ocean” trasformano le informazioni ambientali in tempo reale in musica e luce, sviluppate in collaborazione con scienziati della NASA, della Stanford University e dell’Università della California, Berkeley.

 

Una delle opere principali della mostra, “First Mother”, è una scultura monumentale realizzata in collaborazione con Patrick Bongoy @patrickbongoy, che esplora il concetto di un’origine umana comune e il potere generativo della maternità.

 

Foto: Matthew Takes